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venerdì 20 febbraio 2015

"Quelle" sere

Questa è una di QUELLE sere.  
Quelle sere che amo tanto, quando i pensieri corrono via veloci e io cerco di catturarli, come fossi una cacciatrice di emozioni. Complice una playlist di Spotify e forse i residui dell'influenza, mi ritrovo a volare in alto, cercando di fare ordine ai pezzi del puzzle sparsi sul pavimento. 

Certo, perchè di solito son talmente centrifugata nella mia routine di amici-allenamenti-lavoro-aperitivi-seratecazzeggio, che non ho nemmeno il tempo di sistemarmi lo smalto alle unghie.  




[No, non sono le mie unghie. Troppo ordinate]

Ebbene sì, la mia vita è un puzzle di esperienze e passioni. Ogni tassello non ha nulla a che vedere con gli altri, frutto forse di un particolare periodo o di una momentanea mancanza di lucidità (più facile). 
Ma ci sono, e sono dannatamente fiera di ognuno di essi.

E allora scorro le vecchie foto caricate su Instagram o Facebook, e passo da un palco su cui ho cantato, alla dormita in auto a 1.700 mt. Dalla corsa giù dal Summano di notte (ubriachi di Girolimino) al sentire un concerto alle 6.00 di mattina circondata dalle maestose Dolomiti.
Inframezzo ovviamente ci sono anche svariate incazzature con gli uomini, delusioni lavorative, figure dimmerda, e momenti di imbarazzo di portata abissale. 

Ma ogni volta che sento i miei "pometti" cambiar colore, vuol dire che sono viva e che quello è uno dei momenti che valgono la pena di esser vissuti. Senza tante teghe.

E continuerò a fidarmi delle persone, continuerò a beccarmi legnate sui denti, perchè per ogni legnata presa, sono convinta che mi spettino almeno tre carezze. Ed ogni carezza sarà accompagnata da un fiore.

Dunque il bilancio sarà sempre positivo!




Da qui, si riparte.

M.

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