E' proprio così.
Sembra quasi che per me le edizioni delle gare siano un susseguirsi di "celo....manca...celo...manca". Ne faccio una, mi vien voglia di rifarla, e l'anno successivo...taaac qualcosa me lo impedisce.
Quest'anno è toccato alla mia cara Ultrabericus, gara di casa, che lo scorso anno mi ha letteralmente folgorata, facendomi cadere nella rete di questa tremenda, devastante, e meravigliosa disciplina, il trail running.
Iscritta lo scorso anno quasi per gioco, quest'anno credo di essere stata tra i primi dieci il giorno dell'apertura delle iscrizioni. Per la serie.... "il dito più veloce???" MIOOOO.
Non avevo però fatto i conti col mio Karma, al quale piace molto giocare a nascondino, e rispuntare ogni qual volta io faccia un programma, più o meno impegnativo, pronto a farmi lo sgambetto.
Dal giorno funesto dell'iscrizione, una sequenza interminabile di: influenza, tosse, di nuovo influenza, raffreddore. Per poi passare ad una simpaticissima tendinite che mi ha tenuta ferma per un paio di settimane.....e per chiudere in bellezza, quando ormai credevo fosse tutto passato, cosa mi viene a trovare?
Influenza intestinale!
Eh no eh.
Karma, ne hai di fantasia eh?!?
Ok, c'avrai i tuoi sporchi motivi, ma tra una ripetuta al cesso e l'altra, in preda ai dolori intestinali, medito seriamente di lasciare il pettorale a qualcuno più in forma e più allenato di me (ghe voe poco desso).
A darmi la mazzata finale ci penso io stessa, guardando su GarminConnect i km fatti dal 1.1.2015. Un minuto di silenzio per i miei miseri 123,5 km. Nenche il doppio di tutta l'Ultrabericus, con due miseri "lunghi", uno da 22km e uno da 25.
Faccin.....ndo vai a farti maleeee???
Vabbuò, evidentemente quest'anno la sfaticata sui Berici non s'ha da fare!!!
Il rammarico è tanto, ma a volta bisogna anche saper fare un passo indietro. Che poi io non son tipa da "intanto parto, arrivo fin dove arrivo"
...sto **zzo! Quando parto con un pettorale addosso...io arrivo! Pure zoppa! (Vedi Strafexpedition....ndr)
Che poi, ok che #nonsimollauncazzo, sempre e comunque! Ma vorrei evitare un infortunio a inizio stagione, perchè ho voluto fare la testona WonderdeNoaltri che poi rosica i restanti mesi mentre tutti gli altri scorrazzano su e giù per i monti. Eh no. Me freghi na volta sola!
Infine, mica casca il mondo. I Berici son sempre lì, e di gare ce ne sono a vagonate! Ho già in mente un paio di acronimi...ma aspetto un pò a parlarne, scaramanzia! ;)
Ultrabericus...ci si vede il prossimo anno!!!
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domenica 22 febbraio 2015
venerdì 20 febbraio 2015
"Quelle" sere
Questa è una di QUELLE sere.
Quelle sere che amo tanto, quando i pensieri corrono via veloci e io cerco di catturarli, come fossi una cacciatrice di emozioni. Complice una playlist di Spotify e forse i residui dell'influenza, mi ritrovo a volare in alto, cercando di fare ordine ai pezzi del puzzle sparsi sul pavimento.
Certo, perchè di solito son talmente centrifugata nella mia routine di amici-allenamenti-lavoro-aperitivi-seratecazzeggio, che non ho nemmeno il tempo di sistemarmi lo smalto alle unghie.
[No, non sono le mie unghie. Troppo ordinate]
Ebbene sì, la mia vita è un puzzle di esperienze e passioni. Ogni tassello non ha nulla a che vedere con gli altri, frutto forse di un particolare periodo o di una momentanea mancanza di lucidità (più facile).
Ma ci sono, e sono dannatamente fiera di ognuno di essi.
E allora scorro le vecchie foto caricate su Instagram o Facebook, e passo da un palco su cui ho cantato, alla dormita in auto a 1.700 mt. Dalla corsa giù dal Summano di notte (ubriachi di Girolimino) al sentire un concerto alle 6.00 di mattina circondata dalle maestose Dolomiti.
Inframezzo ovviamente ci sono anche svariate incazzature con gli uomini, delusioni lavorative, figure dimmerda, e momenti di imbarazzo di portata abissale.
Ma ogni volta che sento i miei "pometti" cambiar colore, vuol dire che sono viva e che quello è uno dei momenti che valgono la pena di esser vissuti. Senza tante teghe.
E continuerò a fidarmi delle persone, continuerò a beccarmi legnate sui denti, perchè per ogni legnata presa, sono convinta che mi spettino almeno tre carezze. Ed ogni carezza sarà accompagnata da un fiore.
Dunque il bilancio sarà sempre positivo!
Da qui, si riparte.
M.
Quelle sere che amo tanto, quando i pensieri corrono via veloci e io cerco di catturarli, come fossi una cacciatrice di emozioni. Complice una playlist di Spotify e forse i residui dell'influenza, mi ritrovo a volare in alto, cercando di fare ordine ai pezzi del puzzle sparsi sul pavimento.
Certo, perchè di solito son talmente centrifugata nella mia routine di amici-allenamenti-lavoro-aperitivi-seratecazzeggio, che non ho nemmeno il tempo di sistemarmi lo smalto alle unghie.
[No, non sono le mie unghie. Troppo ordinate]
Ebbene sì, la mia vita è un puzzle di esperienze e passioni. Ogni tassello non ha nulla a che vedere con gli altri, frutto forse di un particolare periodo o di una momentanea mancanza di lucidità (più facile).
Ma ci sono, e sono dannatamente fiera di ognuno di essi.
E allora scorro le vecchie foto caricate su Instagram o Facebook, e passo da un palco su cui ho cantato, alla dormita in auto a 1.700 mt. Dalla corsa giù dal Summano di notte (ubriachi di Girolimino) al sentire un concerto alle 6.00 di mattina circondata dalle maestose Dolomiti.
Inframezzo ovviamente ci sono anche svariate incazzature con gli uomini, delusioni lavorative, figure dimmerda, e momenti di imbarazzo di portata abissale.
Ma ogni volta che sento i miei "pometti" cambiar colore, vuol dire che sono viva e che quello è uno dei momenti che valgono la pena di esser vissuti. Senza tante teghe.
E continuerò a fidarmi delle persone, continuerò a beccarmi legnate sui denti, perchè per ogni legnata presa, sono convinta che mi spettino almeno tre carezze. Ed ogni carezza sarà accompagnata da un fiore.
Dunque il bilancio sarà sempre positivo!
Da qui, si riparte.
M.
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