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giovedì 22 maggio 2014

A caccia dell'Orsa

[Ore 03.31. Sì, del mattino] 

3...2...1... Driiiiiinnnnnnnnnnn suona la sveglia. Prima ancora di capire che giorno è e in quale pianeta mi trovo, mi chiedo quando son passata dal vedere quest'ora di rientro da una serata, al vederla al risveglio, pronta per affrontare quella che sarà una luuuuunga giornata. Lascio l'interrogativo sotto le coperte, certa che lo troverò al mio rientro e, come un automa, mi alzo e mi vesto. 

Quest'oggi si va a caccia, c'è un'Orsa da portare a casa. No, non mi sono data a questa disciplina. Oggi ci aspetta il Trail dell'Orsa, 30 rabbiosissimi km nella zona del Monte Baldo, con 2.100 D+ di dislivello. Come dice mio papà... "una marcia".... (grazie papi per l'elevata considerazione!!)
Parto da casa, con la sola compagnia di Hannibal, visto che il nostro caro addetto foto Claudio, ha avuto un incontro moooolto ravvicinato con una scimmia e ha dovuto paccare. (Claudio.....bone le torte comunque!!!). Ma non mi sento sola. Io e Hannibal chiaccheriamo allegramente e in men che non si dica arriviamo a Vicenza Ovest, dove troviamo Alvin e Diego, già pronti per fare colazione con le torte che ho "amorevolmente" preparato! (per il post-gara!) 
Hannibal, il mio fedele compagno di viaggio
Al primo autogrill troviamo l'altra metà della carovana, composta dai fratelli Cazzola, il Taglia e Baston, uno più pimpante dell'altro, così tanto che ci spariamo subito della caffeina, che ahimè ci terrà compagnia per molte ore!! (maledetto stomaco!)
Arrivati in loco, ritiriamo i pettorali e torniamo in auto a riposare, tanto prima di noi partono quelli della 48 km, tra cui Alvin, il Taglia, e i due Andrea (Cazzola e Baston). Io, Heinz e Diego decidiamo di riposare una ventina di minuti..."Marti, punti tu la sveglia?".."Sì, certo. La metto alle 7.10, così facciamo a tempo a vedere la partenza delle 7.30. Alviiinnn, veniamo a vedervi, sai??" il suo "Sì.. certo" quasi rassegnato avrebbe dovuto farmi accendere una qualche lampadina....ma evidentemente oggi sono in black out totale, così perdiamo la partenza dei nostri compagni d'avventura (Chiedo venia!!!!) 
Arriva il nostro turno, siamo pronti, agguerriti, carichissimi e.....mannaggiammeeeee ho dimenticato i bastoncini a Vicenza Ovest. Ho caricato in auto me stessa (....), lo zaino, le torte, Hannibal...e ho lasciato i bastoncini nella mia macchina!!! 
Conscia che sarà più dura del previsto mi preparo ancora abbastanza baldanzosa (o speranzosa...?) e tutti assieme ci dirigiamo verso la partenza. 
Siamo i primi a fare la spunta, e nella griglia siamo in prima fila.....con i TOP RUNNERS!!! 
Facce da "Top runners"?!?
Immortalo il momento, perchè non so se mai la cosa si ripeterà, e soprattutto se uscirò viva da quella griglia. 

Countdown e si parte. Dopo aver attraversato sorridenti il centro di Brentino, si curva leggermente a sinistra, e, senza alcun preavviso, inizia questa interminabile salita inizialmente a scalini, che diventano poi gradoni mano a mano che si sale e la sofferenza si insinua dentro di noi. Mi faccio superare dai runners della 15 km (partiti con noi della 30) cercando di ignorare la vocina dentro di me, che non perde occasione di ricordarmi quanto piano io vada. Però effettivamente...sono così tanti quelli della 15km?? Ignoro tutte le voci e canto tra me e me....tra un mistero doloroso e un mistero gaudioso.
Sento il cuore che pulsa nelle orecchie, come se stessi ascoltando musica techno, sono così presa che non mi abbasso a sufficienza e mi becco una craniata da Guinness e in quell'istante (tempismo perfetto) mi accorgo di un fotografo piazzato lì dall'organizzazione, pronto a scattare. Deglutisco le imprecazioni post-traumatiche e sfodero uno pseudo-sorriso (o almeno ci provo)    
Sorriso post-traumatico
Le scalette finiscono, vedo la luce. No, non ho visto la Madonna del famoso Santuario, bensì la spaccatura della vallata, e uno splendente fiume Adige che la fa da padrone e si insinua potente attraversandola fino a sparire. Dietro di me una verde-runner esclama ansimante "Wow...toglie il fiato. Sarebbe da stendersi qui ed ammirare il panorama...." io annuisco (sono in carenza d'ossigeno) e lei aggiunge "con una birra in mano". Finalmente recupero fiato e specifico "MEDIA". Ci sorridiamo e procediamo assieme. 
Finita la salita, inizia una zona meravigliosa nel sottobosco. La vegetazione è così fitta che mi sembra di essere Lara Croft in Tomb Raider (non così gnocca) nella foresta pluviale a caccia della tomba di un qualche re. Non finisco di fantasticare che sento un urlo e vedo la mia compagna di corsa che perde aderenza e scivola in giù. Mi fermo e la sollevo per lo zaino. Ci assicuriamo che non ci sia nulla di rotto e ripartiamo. "Vedi?" le dico "abbiamo scoperto a cosa servono gli zaini da trail" Lei ride e mi ringrazia. Bastano poche parole alle volte. Infondo, siamo lì tutti per lo stesso motivo. Vivercela. Arrivate al cancello ci salutiamo, lei è iscritta alla 30 km ma non se la sente di portarla a termine e mi chiede di divertirmi anche per lei. "Contaci" e prendo il sentiero a sinistra. 
Al ristoro successivo credo di avere le allucinazioni. Vedo una grigliata e delle braciole tagliate a pezzettini. La curiosità mi fa ipotizzare uno spuntino alternativo, ma lo stomaco si contrae e mi impone di tirare dritto. Una banana anticrampo e dei sali minerali e si riparte. 
Corro da sola nella vegetazione, ancora qualche km di respiro prima della seconda salita di giornata. Sento i passi di un runner più veloce di me, mi sposto di lato per farlo passare e sento "tranquilla...ci ho messo un pò a prenderti, vai proprio forte" e penso...ma mi sta pigliando per il culo?? Mi giro e lo guardo con aria minacciosa, ma rischio di inciampare in una radice, dunque meglio proseguire!! 
Qualche chiacchiera e mi dice che dovrebbero esserci una ventina di donne che fanno la 30 km "Ottimo", gli rispondo "allora sono ventesima". Ride e proseguiamo. Il suo accento mi rilassa e mentre mi chiedo da dove possa essere arriviamo al punto in cui la salita torna a farsi sentire. Tengo un buon passo, tanto che il mio nuovo amico rimane dietro (spero almeno sia per il buon passo!!). In lontananza vedo un'altra runner, mi giro e gli faccio "Ehi, la diciannovesima!!" Ridiamo e in una decina di minuti la prendiamo e la passiamo. Il "Sentiero delle Vacche" non da tregua, a momenti devo poggiare le mani per terra. Mi chiedo come facessero le Vacche a salire di lì, essendo così pesanti e ingombranti. Ok, forse il richiamo della fame fa questo ed altro, mi concentro e cerco di non pensare a quanto "pesante" mi senta io in quel momento. 
Evidentemente così non è, visto che recuperiamo altri 6/7 runners (tra cui un altro paio di donne). Io e il mio amico dall'accento Zen ormai ci incitiamo a vicenda, poi ad un certo punto mette la sesta e mi saluta. La salitona è finita e arriviamo al ristoro, dove trovo una sorpresona ad attendermi: Adelaide, una grandissima trailer è addetta al ristoro e corro ad abbracciarla. La fatica si dimezza, faccio il pieno di acqua, mangiucchio e riparto. 
Adige

Ora si va in discesa!
E' risaputo, non sono un drago in discesa, soprattutto se corro da 10 km con le vesciche ai piedi. Vi risparmio dunque scivoloni, dritti vari ed eventuali, e urla nel bel mezzo del bosco. 
Degno di nota invece, il signore dell'ultimo ristoro, con la canna dell'acqua che mi chiede "Vuto na sbiansada, stea?" (trad. "Vuoi che ti bagni con dell'acqua tesoro?). Io, già provata dall'interminabile discesa, con una voce che poco ha a che vedere con una signorina gli faccio "I piedi, stanno prendendo fuoco" L'improvvisato pompiere non fa una piega e mi annaffia come una pianticella. Ringrazio, snobbo il ristoro e riparto. L'agonia degli ultimi km è stata condivisa con un compagno Fulmineo, pure lui invaso da vesciche. Non commento le ultime due salitine, che sembravano piazzate lì per ammazzarci moralmente...dico solo che ho guardato il mio nuovo bracciale e al grido di #nonsimollauncazzo, le ho letteralmente divorate. 
Infine l'arrivo, i dolori spariscono, i crampi sono solo un ricordo e rimangono solo i sorrisi, i "batti cinque", i "grande sorella", gli abbracci e le foto di rito. 

E Lei....l'Orsa. L'abbiamo rincorsa per 30 km, (c'è chi l'ha presa larga e ne ha fatti 48), e infine....l'abbiamo portata a casa. Non fisicamente, altrimenti uno di noi doveva rimanere a Brentino Belluno :) 
Poco male....l'anno prossimo torneremo, col camper. E stavolta, non avrà scampo.
La compagnia dell'Orsa