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domenica 8 settembre 2013

Aspettando la SuperPippo che si fa? Facciamo un Triathlon...

Lo sento ancora sulla pelle.
Il profumo del mare è una di quelle cose che penetra in profondità e sembra quasi ti voglia far ricordare di essere "passato di lì", anche ore dopo il rientro a casa (e un paio di docce bollenti).
Per una montanara come me è stato difficile zittire il richiamo di boschi, camosci e compagnia bella ma questo ormai è stato ribattezzato l'anno delle prime volte, e, dopo la prima 10k post-operazione, il primo articolo pubblicato, il primo trail, è arrivato il momento del primo Triathlon. Massì, non facciamoci mancare nulla!
Tanto…in bici dovrei ricordare come si pedala, a piedi 5 km li reggo…e a nuoto?
Beh, diciamo che so galleggiare. Una vocina dentro di me mi sussurra: “Tesoro, gareggiare in acqua è tutta un’altra storia…sei sicura??”
La metto a tacere e mi iscrivo. Destinazione: Sottomarina, Triathlon Sprint (750 mt nuoto, 21km bici, 5km corsa)
In questo ultimo mese mi sono allenata più o meno regolarmente, cercando di alternare bene le discipline e facendo qualche combinato, ma sono del tutto cosciente che non ho seguito una tabella, se non il buonsenso, dunque….tutto può succedere.
Arriva il fatidico giorno, io sono reduce da un matrimonio, mi sveglio e il primo pensiero è stato “Cavolo, se non galleggio per il sale che c’è in mare, galleggio per tutta la roba che ho ingurgitato ieri”.
Ebbene sì, non è una scelta così intelligente, andare a fare una gara il giorno dopo un matrimonio, ma quando distribuivano il “sale in zucca” ero in bagno.
Fatto sta che, gonfia come un pallone, coi piedi doloranti, ancora ignari di cosa li aspetta (dopo ieri pensavano ad un riposo divanesco) e con un cerchio alla testa, mi alzo, faccio colazione, carico borsone e bici e parto verso Sottomarina.
I miei vicini di casa ormai scuotono la testa quando mi vedono andar via coi borsoni, e mi lanciano al volo un in bocca al lupo, mannaggia a me, che vicina si son beccati!!
Per strada sono alquanto rimbambita, bevo acqua per cercare di depurarmi in extremis da tutte le prelibatezze che ho senza freno ingurgitato ieri con il motto “come se non ci fosse un domani”, peccato che il domani in questione sia arrivato e mi abbia pure presentato il conto. Con gli interessi.
Arrivo a destinazione e trovo le mie nuove compagne di squadra, che mi spiegano come funziona, hanno ben capito che rischierei di far danni, dopo che ho chiesto con aria perplessa “ma dobbiamo indossare la cuffia in dotazione?” Eh, sì. C’è scritto il numero! Svegliaaaaa Giù dalle brande!!!! :D
Foto di rito pre-gara (quella post-gara è meglio tralasciarla!), ultimi preparativi e via, verso la zona cambio, questo limbo dove lasciare lo stretto necessario per la gara.

Appena entro mi salgono i battiti, e realizzo quella cosa che fino all’attimo precedente forse non mi era del tutto chiara: sono qui per una gara di Triathlon!! Ripeto mentalmente tutto ciò che dovrebbe servirmi, prendo cuffia ed occhialini e mi dirigo verso la partenza.
Le mie compagne di squadra decidono di “provare l’acqua”. Peccato che per me 200 mt di andata + 200 mt di ritorno dalla boa equivalgono a quasi la metà di un mio allenamento. Dettagli. Sto zitta per non passare per la zavorra di turno e vado. Ufficialmente è la mia prima uscita in mare (ufficiosamente la scorsa settimana, quando ho “sguazzato” per una quindicina di minuti vicino alla riva, olè) e non tardo ad accorgermene. Oggi il mare è abbastanza mosso, dunque c’è un bel po’ di “vegetazione” vicino alla riva, e le onde arrivano puntuali quando stai respirando (tutta esperienza…penso. Magari domani il mio intestino non sarà proprio d’accordo!) Faccio già fatica a star dietro a loro durante il riscaldamento, figuriamoci dopo!
Usciamo dall’acqua, ho già bevuto acqua lagunare per l’equivalente di una birra media, briefing e subito mi ritrovo alla partenza, a riva, con accanto a me 64 triatlete (io non lo sono ancora) e, ovviamente, mentre sto amabilmente conversando con una ragazza su come sia l’acqua oggi (un po’ come parlare del tempo) sento uno sparo. Mi guardo attorno pensando abbiano colpito qualcuno, ma meglio partire, le altre sono già in acqua.
Cammino finchè riesco, poi un respiro profondo e giù, vedo verde e respiro regolarmente ad ogni bracciata. Fino alla prima boa mi sento come se fendessi le onde, il bello inizia quando la aggiriamo e nuotiamo parallele alla riva. Inizia ad essere molto difficile tenere una traiettoria, e le onde che arrivano di lato ti stabilizzano molto di più (oltre a continuare a farmi bere acqua). Oltre metà gara mi accade una cosa che MAI avrei immaginato. Mentre nuoto sento la cuffia che lentamente si sfila. Momento di terrore, provo con la mano sinistra tra una bracciata e l’altra a farla ritornare in sede, ma il risultato è solamente che mi si muovono gli occhialini e imbarco acqua salata per l’ennesima volta. Vado nel panico e sono costretta a fermarmi. Rimetto la cuffia e gli occhialini e cerco di far ritornare il cuore a livelli normali. Mi si avvicina un ragazzo dell’assistenza con la canoa chiedendomi se va tutto bene e se voglio ritirarmi. Lo carbonizzo con lo sguardo, gli dico che io questa gara la porto a termine, rilasso la mente e riparto alla volta della seconda boa. Col senno di poi, mi darei un voto 10, per non essermi fatta vincere dalla paura, ma di essere riuscita a ripartire. Altro giro di boa e direzione spiaggia con onde a favore.
Esco dall’acqua, mi sento ubriaca, ma per fortuna è solo l’effetto delle onde. Tutto passa in pochi momenti e mi dirigo svelta verso la zona cambio. I primi atleti uomini (che sono partiti 15 minuti dopo le donne) mi hanno già sverniciata in mare, ma poco male. La parte di bici praticamente vola, le gambe sono dure ma dopo 10 km iniziano a girare bene e si rientra di nuovo in zona cambio. Ammazza quante regole: scendere dalla bici prima di tale riga, togliere il casco solo quando sei già in zona cambio, attenzione al senso di marcia. E’ giusto che sia così comunque, altrimenti sai che caos. E’ che io sono talmente in balia degli eventi che temo di commettere cazzate. Infilo le scarpe da running, e via, ultimi 5 km, ma sono già a questo punto?? Volo..primo km a 4.50, poi 5.20, 5.10 e così fino alla fine. Com’è che vado più forte oggi rispetto a quando vado solo a correre? Rimarrà un mistero.
Tra la fase di bici e quella di corsa svernicio almeno una quindicina di atlete, e anche alcuni maschietti (addirittura??) Uno di loro si trascina a stento e mi urla “forzaaa facci sognare!!!” Povero, la stanchezza gioca brutti scherzi.
Vedo l’arrivo, accenno un’accelerazione e sorrido. Chiudo in 1h30’24”.

Sembra incredibile…ora sono una triatleta.