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sabato 22 giugno 2013

Buona la prima


Eccomi qui.

Davanti a me un pettorale. Nella mia vita ne ho indossati tanti, ma ce ne sono alcuni che hanno un significato particolare. Questo ultimo anno per me è stato molto ricco di emozioni, positive e negative, e mi sono dovuta rimettere in gioco più e più volte.  
Ripartire da zero non è mai facile. Da un lato la voglia di ritornare come prima, dall'altro la paura di non riuscirci. E non parlo di tempi o di risultati, ma di presenze, che sono la cosa fondamentale. 

Pian piano sto tornando ad essere presente, seppur dalle retrovie. Guardo i miei "colleghi" più esperti con ammirazione quasi reverenziale, leggo nei loro occhi il sacrificio e la dedizione che un tempo alloggiava anche nei miei, e sento che quel fuoco si sta lentamente riaccendendo. E' rimasto sopito per un tot di anni, nascosto sotto quintali di delusioni provocate dal mondo dal quale provenivo, un mondo di invidie e di sotterfugi, di facili "scorciatoie" per raggiungere il risultato.

Domani correrò la mia prima gara in salita. Non arriverò tra i primi, né tantomeno andrò a premio. Ma sarò presente, partirò, faticherò, ma alla fine arriverò in vetta. E sarà una gioia grande. Perché non occorre vincere un campionato del mondo per sentirsi fieri di sé stessi.

Il giorno che ho smesso di correre in bici mi è stato detto "Tu ora sei qualcuno, se smetti, diventerai nessuno".

Sono passati esattamente otto anni da quella frase. E sono orgogliosa di dire che la mia risposta rimarrebbe invariata tuttora 

"Preferisco essere nessuno con una dignità, piuttosto di diventare qualcuno che non sono"

Detto questo, preparo il borsone.

Buona la prima, che sia la prima di una lunga serie.








venerdì 14 giugno 2013

Enjoy the silence


Vi è mai capitato di non riuscire più a reggere il telefono che squilla?
Vi è mai capitato di dover contare fino a 10 prima di rispondere alla milionesima domanda che vi viene posta nel giro di due minuti?
Infine, vi è mai capitato di evadere prima con la mente e poi con il corpo, infilare scarpette, pantaloncini e maglietta, e andare su...sempre più su, fino a non sentire più alcun rumore che non sia quello dei vostri passi o del vostro cuore che batte all'impazzata?

Alcuni mi dicono che corro per sfuggire da qualcosa.

Io non la vedo così.

Per me non è scappare, bensì rincorrere, ritrovare una me stessa che è rimasta a sonnecchiare troppo a lungo negli ultimi anni. E la cosa straordinaria è che lentamente la sto ritrovando, con una forza ed una consapevolezza diversa, che è il risultato delle cose successe in questo lasso di tempo.

Arrivo in vetta, non mi interessa in quanto tempo ci sono arrivata, oggi proprio il pensiero non mi sfiora. Mi fermo, e guardo giù. Ho già visto quel paesaggio molte volte, ma ogni volta è bello da togliere il fiato (già il fiato è corto di suo, dopo quasi 700mt di dislivello!).
Improvvisamente tutti i problemi, i pensieri della giornata, svaniscono. Come quando dopo un temporale le nuvole si diradano e il sole torna a fare capolino.

Incontro pochi altri impavidi, ed è questo che mi piace della montagna.
La solitudine ed il silenzio.
Ma non ditelo a nessuno...sono una chiaccherona! :)